Archivio

Archivio Giugno 2003

Bertinotti, la sconfitta al Referendum e le Termopili

20 Giugno 2003 Commenti chiusi

Da “Liberazione” di martedì scorso

“Abbiamo perso, ma 11 milioni di Si’ restano”
Parla Fausto Bertinotti

“Ma lo rifaresti?” Bertinotti risponde citando la poesia di Costantino Kavafkis “in onore di coloro che hanno difeso le loro Termopili ben sapendo che i Medi sarebbero comunque passati”. «Se non avessimo fatto il referendum avremmo lasciato libero il campo al rullo compressore di Berlusconi e non si sarebbero accesi i riflettori sull’invisibilità del lavoro dipendente. Questo è un risultato che resta».

Mio commento:
…mo’ vedi Rifondazione:-) In onore del Fausto, ecco a voi il testo completo di questa centenaria poesia -è del 1903- (cui faccio seguire una traduzione letterale mia): ma una domanda s’impone: chi sarà l’Efialte di turno? I DS? (nonostante Veltroni e la “sinistra” abbia votato…). Attendonsi commenti !
Certo che il “fighetto” Rutelli non sembrerebbe aver molto a che spartire con l’avido tessalo che tradì la grecità…

(NB: greco moderno): http://users.hol.gr/~barbanis/cavafy/thermopylae-gr.html

Termopili

Onore a coloro che nella vita

hanno definito le proprie Termopili e vi stanno a guardia.

Mai distogliendosi dal proprio dovere

Giusti e retti in ogni azione,

pur con un senso di pietà e di compassione;

generosi quando ricchi, e quando

poveri, ancora generosi almeno un po?.

Ancora aiutando, per quanto loro possibile,

sempre dicendo il vero,

seppur senz’astio nei confronti di chi mente.

E ancor più grande onore loro s’addice

Qualora prevedano (e lo prevedono molti)

Che un Efialte infine comparirà

E che i Medi, alla fine, passeranno.

Costantino Kavafis (1903)

Tucidide e il preambolo della nuova Costituzione Europea

17 Giugno 2003 1 commento

La Convenzione Ue ha adottato il testo della futura costituzione europea che descrive compiti e caratteristiche dell’unione allargata: lo ha annunciato il 14/06 il presidente della costituente Valery Giscard d’Estaing: il documento sarà presentato il 20 giugno al vertice dei capi di stato e governo a Salonicco che devono lanciare la conferenza intergovernativa incaricata di finalizzare e approvare definitivamente la costituzione. [presentazione tratta da http://www.lastampa.it/Speciali/_aschede/ngconvenzioneue.asp, cui si rimanda per il seguito del preambolo e per approfondimenti sui diversi punti della costituzione]
Il preambolo di tale nuova Costituzione dell?Unione Europea così si apre:
«La nostra Costituzione si chiama democrazia perchè il potere non è nelle mani di una minoranza, ma della cerchia più ampia dei cittadini»
Mi sembra interessante, riandare al passo in cui il Pericle tucidideo illustra tale democrazia ateniese:
http://perseus.uchicago.edu/cgi-bin/ptext?doc=Perseus%3Atext%3A1999.01.0199&layout=&loc=2.37.1
[testo greco da Thucydides. Historiae in two volumes, a c. di Henry Stuart Jones e Johannes Enoch Powell,. Oxford, Oxford University Press. 1942].
TRADUZIONE:
Thuc. 2,37, 1-2: ?Utilizziamo infatti un ordinamento politico che non copia le leggi degli stati confinanti (1), dal momento che, anzi, siamo noi ad essere da modello esemplare (2) per gli altri, piuttosto che essere noi stessi imitatori. L?amministrazione del potere non è nelle mani di una minoranza ma della cerchia più ampia dei cittadini(4), ed è per questo che è chiamato (3) democrazia (5).
Per quanto riguarda le leggi, nel tutelare i propri interessi privati (6), è presente per tutti (7) lo stesso trattamento; per quanto poi (8) riguarda lo status sociale (9), ciascuno viene preferito per le cariche pubbliche a seconda del campo in cui sia stimato (10), non per appartenenza ad una classe sociale (11), quanto per merito; e per quanto riguarda poi la povertà, se qualcuno può apportare un beneficio alla città, non ne viene impedito (13) dall’oscurità della propria condizione (12).
Viviamo liberamente (14) come cittadini tanto nell’occuparci degli affari pubblici (16) quanto (15) nelle attività quotidiane private (18), rispetto al geloso sospetto (17) che sorge nei confronti l’uno dell’altro, non muovendoci all?ira con il vicino, se fa quel che gli pare (19), né guardandolo (21) di cattivo occhio (20), con risentimento non esplicitamente dannoso, seppur fastidioso (22).?

COMMENTO:

(traduzione e sintesi da E.C. Marchant, Commentary on Thucydides: Book 2, London: Macmillan. 1891. Reprint, with a new introduction by T. E. J. Wiedemann. Bristol: Bristol Classical Press. 1978.)

1. p.e. le istituzioni di Sparta erano copiate da quelle di Creta
2. probabilmente un riferimento all?ambasceria mandata da Roma a Atene nel 454 a.C.m per esaminare le leggi di Solone (cfr, Livio, III, 31)
3. : accusativo avverbiale
4. ?l?amministrazione è nelle mani non di pochi, ma di una maggioranza?? è qui intransitivo. = ?essere amministrato,?
5. ?la nostra costituzione è chiamata una democrazia? Poi spiega che, sebbene chiamata ?democrazia?, il nome non significa che le aspirazioni all?eccellenza siano trascurate?
6. “nel proteggere i propri interessi privati”
7. I due principi cardine sui quali si fondava la democrazia
8. in antitesi a
9. stima, la considerazione in accordo al merito, riconoscimento delle pretese individuali
10. si allude specialmente agli ufficiali eletti ad alzata di mano, come gli strateghi. Le cariche che non richiedevano una conoscenza specifica erano aggiudicate ad estrazione. E? dubbio che le migliori persone fossero sempre elette; Pericle sostiene solamente che nulla si opponeva sulla via del merito.
11. non in forza del proprio rango sociale, quanto piuttosto = una specifica classe sociale
12.?dall?oscurità della propria posizione?
13. una chiara dichiarazione che le abilità sono rivolte all?avanzamento dello stato.
14. lo stesso spirito liberale che fa mostra nella vita pubblica sottostà a tutte le relazioni private.
15. paratassi, ?così?, ?come?
16. letteralmente vivere nello stato, essendo accusativo interno. ?per quanto riguarda la nostra vita pubblica ?quod attinet ad rempublicam?.
17. “rispetto a quel mutuo sospetto spesso avvertito () nelle circostanze quotidiane della vita”
18. il risultato di seguire una particolare…
19. genio indulget, ?fa quel che gli piace.? Vero in generale, ad eccezione delle opinioni religiose.
20. “assumendo un?espressione di cattivo umore?.
21. “sulle nostre facce? può essere omesso nella traduzione
22. ?fastidiosa a vedersi? ha significato attivo. è poetico. Tucidide allude ancora a Sparta, dove il popolo non poteva fare quel che voleva, attraverso il rigoroso sistema di controllo di polizia ad opera degli efori.

Morte di Bernard Williams

16 Giugno 2003 Commenti chiusi

Martedì scorso è morto Bernard Williams (nato 21-9-1929), uno dei più grandi filosofi etici inglesi. Lo ricordo qui soprattutto per i suoi lavori sulla morale greca [in particolare "Shame and Necessity" (1993), ma cfr. anche "Plato" (1998)], posta come più utile paradigma per la concreta analisi dell’agire morale quotidiano rispetto alle teorie basate sull’etica cristiana.
In particolare nel riandare alla società greca antica, Williams giustamente si pose l’intento, preliminare, di “distinguish what we think from what we think that we think” .
Per due recensioni on-line del libro del ’93 cfr. nella Bryn Mawr Classical Review: http://ccat.sas.upenn.edu/bmcr/1993/04.04.20.html e http://ccat.sas.upenn.edu/bmcr/1993/04.04.19.html
Disponibili in Italiano di Williams, più in generale:
-”La moralità. Un’introduzione all’etica”, Einaudi, 2000 [orig: 1972]
di cui on-line è disp. la recensione di Massarenti su “Il sole 24ore” del 27/2/2000 (http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/000227d.htm)
-”La sorte morale”, Il Saggiatore [orig: 1981]
-”L’etica e i limiti della filosofia”, Laterza, 1987 [orig: 1985]

Coccodrilli on -line (“obituaries”):
http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2003/06/14/db1401.xml
http://www.guardian.co.uk/obituaries/story/0,3604,976477,00.html

Inoltre, un articolo su Williams si può trovare sulle pagine culturali de “Il Sole 24 ore” di domenica scorsa.