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Archivio Agosto 2004

Bianco e nero o colore?

31 Agosto 2004 Commenti chiusi

Se con gli occhi della mente si pensa ai monumenti e alle statue dell’antichità, è difficile sottrarsi al pregiudizio già winckelmanniano, e non immaginarle (o ricordarle) in bianco brillante (argos: http://snipurl.com/8rww), in luminoso candore.
Del resto persino all’interno dello spettacolo d’apertura delle recentemente concluse Olimpiadi ateniesi, a simbolizzare l’età classica, stavano appunto, con evoluzioni nobili e rattenute, bianchissimi danzatori ad impersonare dei ed eroi del mito (http://snipurl.com/8rxb)…
Similmente, ogni rinascita del classico (per citare il concetto-guida di un recente fortunato libriccino di Salvatore Settis, Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa: http://snipurl.com/8rx9; su cui cfr. Ossola: http://snipurl.com/8rxa) è riandata all’emulazione e alla riscoperta di queste bianche memorie dell’antichità, di una sobrietà “per sottrazione” (di colore) che abitualmente -ed in maniera altrettanto arbitraria- si associa al momento classico del cosiddetto “Spirito” greco.
Orbene, molti ormai -ma non forse il grande pubblico- sanno che in realtà le cose non stanno così, come assodato almeno fin dai tempi di A. C. Quatremère de Quincy, con la sua opera Le Jupiter Olympien, ou l’art de la sculpture antique considéré sous un nouveau point de vue (Paris 1814), incentrata sulla famosa statua crisoelefantina di Fidia, il quale, tout court, si proponeva di “prouver mieux que toute autre chose combien fut général en Grèce l’ usage de la sculpture polychrome” (ormai in proposito imprescindibile la monografia di V. Brinkmann, Die Polychromie archaischer und frühklassischer Skulptur , Verlag Biering & Brinkmann: Munchen, 2003).
Il sito dell’Ecole Normale Superieure, appunto, in proposito offre una bella introduzione alla Peinture et couleur dans le monde grec antique, con una sintesi del “dibattito sulla policromia” greca tra fine ’700 e primo ’800 (http://snipurl.com/8rwz): per approfondimenti su questa riscoperta moderna della policromia antica è imprescindibile A. Prater “The Rediscovery of Colour in Greek Architecture and Sculpture” in Colour in ancient Greece: The Role of Colour in ancient Greek Art and Architecture (700-31 B.C.). Proceedings of the Conference held in Thessaloniki, 12th-16th April 2000. Organized by the J. Paul Getty Museum and Aristotle University of Thessaloniki, a c. di M.A.TIVERIOS e D.S. TSIFAKIS, Salonicco, 2002.
Insomma non sarà mai superfluo ribadire che, in realtà, in età antica il colore aveva gran pregio, simbolo di ricchezza e prestigio, anche in campo architettonico e plastico: e questo, fin dall’epoca minoica e micenea…
Aristofane per esempio simbolizza nel colore una delle gioie principali che la ricchezza porta nella vita: così infatti perora Penìa, nel Pluto, vv.530-32: oute myroisin myrisai staktois opotan nymphen agagesthon / outh’ imation bapton dapanais kosmesai poikilomorphon / kaitoi ti pleon ploutein estin touton panton aporountas?” (…) “Né d’essenze odorose / potrete, ai dí di nozze, profumare le spose, / né di panni adornarle varïopinti e rari: / or senza tutto questo, che giova aver denari?” (nella sapida traduzione rimata del Romagnoli).
Ora ci aiuta a ricordare tutto questo una mostra che quest’anno sta girando tra Monaco di Baviera, Copenhagen e Roma (dove giungerà ai Musei Vaticani tra il Novembre del 2004 e il Febbraio del 2005), frutto di una collaborazione in proposito fra i tre musei iniziata fin dal 2000, già segnalata tempo fa’ da Rogueclassicism con un interessante intervento del curatore della mostra danese (immagini qui:http://snipurl.com/8s2i) Jan Stubbe Østergaard (http://snipurl.com/8s20).
Chi nei giorni scorsi, appunto, si fosse recato nella “attica” Königsplatz a Monaco e, dopo aver ammirato i nuovi propilei (http://snipurl.com/8rx2) voluti da Ludwig I per la sua nuova Atene e magari aver dato un’occhiata nella celebre Staatliche Antikensammlung lì accanto, tra i tanti vasi disposti tematicamente, al Dioniso di Exekias (http://snipurl.com/8s22), fosse infine entrato nella Glyptothek che ospita i celebri frontoni del tempio di Afea ad Egina (http://snipurl.com/8s24), avrebbe potuto ancora ammirare una mostra (Bunte Götter – die Farbigkeit antiker Skulptur) davvero singolare.
Infatti erano proposti alcuni dei capolavori ivi contenuti in ricostruzioni dell’”aspetto originale”, dai colori davvero smaglianti (per immagini: http://snipurl.com/8s25).
Tra i tanti pezzi, a coprire l’intera antichità classica, dal periodo arcaico alla romanità, vi si poteva ammirare il celebre Augusto di Prima Porta (http://snipurl.com/8rx3) dei Musei Vaticani (copia marmorea da un originale in bronzo del 20 a.C., ritrovata nel 1863 nei pressi della “Villa di Livia” sulla Flaminia, a Prima Porta: http://snipurl.com/8s29), colorato in questo modo: http://snipurl.com/8rx5.
E’ noto che dobbiamo principalmente all’opera di Paolo Liverani, responsabile del Reparto Antichità classiche dei Musei Vaticani, in questi anni, la proposizione alla comunità scientifica di questo, recentemente restaurato, “Augusto a colori”, con i suoi blu e rosso carminio: già nell’Aprile 2002 i risultati provvisori delle sue ricerche sulla policromia dell’Augusto erano stati presentati a Roma, all’AIAC, l’Associazione Internazionale di Archeologia Classica, e poi ampiamente divulgati nel corso del 2003 in conferenze a Berlino, al Metropolitan di New York, etc., ed ora si possono leggere nella raccolta curata dallo stesso Brinkmann: Vinzenz Brinkmann, Raimund Wünsche (a c. di), Bunte Götter. Die Farbigkeit antiker Skulptur. Eine Ausstellung der Staatlichen Antikensammlungen und Glyptothek München in Zusammenarbeit mit der Ny Carlsberg Glyptotek Kopenhagen und den Vatikanischen Museen, Rom., 2a ediz., Muenchen: Staatliche Antikensammlungen und Glyptothek, 2004, su cui cfr., on-line, la recensione della Bryn Mawr Classical Review: http://ccat.sas.upenn.edu/bmcr/2004/2004-08-07.html)…
Insomma: ci sono tutte le premesse per attendere con plauso ed interesse la futura esposizione vaticana, che tra qualche mese costituirà una sorta di pendant, con la sua statuaria colorata, alla bella mostra di un paio di anni fa, ai Mercati Traianei, sui marmi colorati della Roma imperiale(http://snipurl.com/8s2a)

Nico Narsi

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